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Il Presidente Obama e la Fascite Plantare

Posted by Raffaello.Riccio© in Uncategorized 09 Nov 2014

Il recente rapporto sul suo stato di salute che viene periodicamente pubblicato (leggi qui), rivela che il presidente Obama  soffre di una forma di “Fascite Plantare ricorrente”, cioè di un dolore sotto il tallone e l’arco plantare che non vuole guarire definitivamente nonostante i normali trattamenti.

La Fascite plantare colpisce circa 300.000 italiani ogni anno, ed è il risultato dell’infiammazione dell’aponeurosi plantare, formazione fibrosa che sostiene l’arco plantare e va ad inserirsi sul calcagno. E’ una condizione che può risultare molto dolorosa, e può rendere difficile anche solo appoggiare il piede a terra.  Il dolore più intenso si avverte in genere dopo periodi di inattività come nei primi passi al risveglio al mattino, o quando ci si alza dopo essere rimasti seduti a lungo. (Leggi anche: La Fascite Plantare: domande frequenti)

La fascite plantare può risolversi spontaneamente nell’arco di 6-9 mesi, ed alcuni trattamenti possono accelerarne la guarigione. Esistono un gran numero di trattamenti proposti per questa condizione: i più comuni comprendono anti-infiammatori, riposo, ghiaccio, plantari e talloniere, programmi specifici di stretching.

I casi di Fascite plantare più resistenti sono talvolta trattati con iniezioni locali di cortisone ed, in alcuni casi, anche con tossina botulinica.

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Un trattamento locale che si è rivelato straordinariamente efficace negli ultimi anni è rappresentato dalla Proloterapia; una tecnica rigenerativa tissutale che utilizza localmente una semplice soluzione glucosata. Si tratta di una metodica che ha le sue origini nella metà del secolo scorso negli USA, e che solo negli ultimi anni è stata perfezionata e si è diffusa soprattutto negli stati uniti, e della quale parleremo presto più diffusamente.

In rari casi, nonostante tutti i trattamenti conservativi (non chirurgici), la fascita plantare non tende a guarire e diventa cronica. Il dolore può diventare continuo ed invalidante, ed in questi casi può essere considerato un trattamento chirurgico.  La chirurgia consiste in sostanza nell’allungamento della fascia plantare ed eventualmente nella rimozione dello sperone osseo talvolta associato alla fascite. Si tratta di un intervento che può essere eseguito per via endoscopica o attraverso una piccola incisione, in rapporto alla gravità della condizione. In ogni caso l’intervento chirurgico non è privo di rischi, non è una soluzione terapeutica verso la quale correre, ed è da considerare solo nei casi estremi di fascite plantare cronica ed invalidante.

Tornando al presidente Obama, è chiaro che i suoi sintomi persistono nonostante i trattamenti a cui si è sottoposto. E una fascite plantare persistente conduce ad un ispessimento irreversibile della fascia plantare. E’ chiaro che il Presidente è nelle mani dei migliori ortopedici. Personalmente sono convinto che la chiave del successo nel trattamento della fascite è associare più tecniche terapeutiche allo stesso tempo, in modo da combinare i benefici di ognuna di esse. E, a mio avviso, considerare tra le prime opzioni terapeutiche la proloterapia, tecnica naturale estremamente efficace e del tutto priva di effetti collaterali.

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Il consiglio finale da chirurgo del piede è: siate gentili ed attenti ai vostri piedi, in modo da guarire la vostra fascite prima che diventi cronica e richieda un intervento chirurgico.

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