Dott. Raffaello Riccio | Foot | Shape | Function | La Metatarsalgia. Tutto quello che vorreste sapere.
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La Metatarsalgia. Tutto quello che vorreste sapere.

 
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Il termine Metatarsalgia significa letteralmente “dolore sui metatarsi”. Si tratta di un dolore in corrispondenza della parte anteriore del piede ( i metatarsi sono le 5 ossa che formano la parte anteriore del piede).

Metatarsalgia non è una vera diagnosi, ma piuttosto si può considerare un sintomo. I pazienti con una metatarsalgia lamentano generalmente dolore al di sotto della parte anteriore del piede (avampiede). Il dolore è descritto come una dolenzia, tipicamente aggravata dallo stare in piedi e dalla deambulazione. In genere la metatarsalgia è causata da un sovraccarico continuo e ripetuto sulla parte anteriore del piede che conduce ad una sofferenza cronica dei tessuti in quella zona. L’area più interessata è in genere quella alla base del 2° e del 3° dito (figura 1). Fattori che possono predisporre allo sviluppo di una metatarsalgia comprendono: alluce valgo, alluce rigido, instabilità legamentosa del piede, eccessiva brevità del muscolo del polpaccio (gastrocnemio), dita a martello e deformità congenite del piede.

Figura 1: Tipica localizzazione del dolore

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Come si presenta un metatarsalgia?

Il dolore della metatarsalgia è tipicamente riferito sulla pianta de piede in corrispondenza della base del 2° e 3° dito (sotto la testa del 2° e 3° metatarso). Spesso il paziente ha la sensazione di camminare sui ciottoli. La dolorabilità è in genere accentuata dalla stazione eretta e dalla deambulazione, soprattutto su superfici dure. Può coesistere una sensazione di bruciore alla punta delle dita.
Col progredire di questa condizione si può associare la comparsa di una deformità a martello delle dita. Questo fa si che il cuscinetto di grasso che si trova normalmente al di sotto delle ossa dell’avampiede, e che funziona come un cuscinetto ammortizzante, viene ad essere spostato in avanti. Ciò conduce ad una minore protezione delle ossa metatarsali, un minore assorbimento delle sollecitazioni nello stare in piedi e nella deambulazione, e ad un peggioramento dei sintomi.
Sfortunatamente per alcuni pazienti, la causa della metatarsalgia è mascherata dalla deformità a martello delle dita che insorge come conseguenza, e peggiora i sintomi. L’impronta del piede sotto carico mostrerà un forte pressione in corrispondenza delle teste metatarsali coinvolte. Questa iperpressione continua, concentrata e ripetuta nel tempo, condurrà ad un danno cronico delle strutture del piede coinvolte. L’infiammazione dell’articolazione metatarso-falangea causata dal sovraccarico ripetuto, conduce al gonfiore e alla tumefazione dell’articolazione stessa. I pazienti non riescono più a piegare e ad estendere completamente le dita, e compare un ispessimento delle “nocche” sulla parte superiore, fino talvolta ad una borsite.
Indagini diagnostiche: Le radiografie in pazienti con metatarsalgia mostrano spesso un secondo o terzo metatarso più lunghi, relativamente al primo e al quarto. In alcuni casi l’articolazione metatarso-falangea può essere già sub-lussata o lussata (già fuori dalla sua posizione normale). Spesso si associa un alluce valgo.

Come si cura una Metatarsalgia? E’ sempre necessario un intervento?

Terapia conservativa

Il trattamento conservativo della Metatarsalgia è spesso efficace e comprende:

  • Una corretta individuazione della causa sottostante i sintomi
  • Una riduzione del sovraccarico ripetuto e continuo sull’avampiede
  • Lo scarico delle pressioni dall’area interessata e la sua dispersione su una zona più ampia

I pazienti generalmente rispondono bene alla terapia conservativa. Se le cause sottostanti possono essere corrette, il trattamento avrà successo nel lungo termine. Il principio del trattamento conservativo è ridurre la pressione sull’area del piede coinvolta. Questo può essere realizzato con ortesi e plantari specifici, calzature idonee, stretching dei muscoli del polpaccio, rinforzo della muscolatura del piede, e con trattamenti per migliorare la forza dei legamenti e quindi la stabilità del piede.

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  • Scarpe idonee: purtroppo tacchi alti e scarpe a punta peggiorano i sintomi in quanto concentrano il peso del corpo sulla parte anteriore del piede. Scarpe con suola un po’ rigida e leggermente convessa, aiutano ad allontanare le forze di pressione dall’avampiede.
  • Plantari di scarico: un plantare con un supporto di scarico della pressione sull’area metatarsale interessata può essere molto utile. Quando correttamente eseguito il plantare sposterà il peso del corpo lontano dalle teste metatarsali coinvolte. Come evidente in figura il supporto di scarico deve essere posizionato prima dell’area di iperpressione.
  • Stretching: Una retrazione dei muscoli del polpaccio aumenterà lo stress sull’avampiede. Esercizi di allungamento di questi muscoli elimineranno gradualmente questa causa di dolore.
  • Tonificazione: Nei pazienti con metatarsalgia i piccoli muscoli del piede (muscoli intrinseci) diventano deboli. Rinforzando questi muscoli attraverso esercizi specifici miglioreremo la forza e la stabilità del piede, rendendolo più forte a sopportare il carico del nostro peso.
  • Proloterapia: Si tratta di una preziosa ed efficace tecnica micro-infiltrativa che consiste nell’iniettare, attraverso piccoli e sottili aghi, una soluzione di glucosio in corrispondenza delle strutture legamentose allungate o danneggiate. Tali iniezioni sono in grado di stimolare una reazione del tessuto legamentoso che conduce, nell’arco di alcune settimane, alla rigenerazione ed all’ispessimento dei legamenti colpiti, che ritornano a svolgere in questo modo efficacemente il loro ruolo di sostegno. Il piede in questo modo riuscirà a distribuire più correttamente il peso che grava su di esso nella stazione eretta e nella deambulazione, con vantaggi importanti e duraturi sul dolore della Metatarsalgia.

Quando è necessario l’intervento chirurgico, e in cosa consiste?

In una piccola percentuale di casi il trattamento conservativo fallisce, ed il dolore metatarsale diventa così invalidante da richiedere un trattamento chirurgico. Diverse procedure chirurgiche sono state descritte, da sole o in combinazione tra loro.
E’ innanzitutto essenziale che sia identificata la causa primaria della metatarsalgia. Se coesiste un alluce valgo o un dito a martello è sempre necessaria la loro correzione contestuale per ristabilire una normale distribuzione del carico sull’avampiede. Attraverso la correzione della deformità delle dita è possibile riportare sotto le teste metatarsali il cuscinetto di grasso, e recuperare così la sua funzione ammortizzante.
La correzione di un dito a martello può essere eseguita con differenti tecniche (in genere una Artroplastica o una Artrodesi), ma se il secondo o il terzo metatarso sono troppo lunghi si esegue una osteotomia di accorciamento del metatarso (sec. Weil). Un accorciamento tra i 3 mm ed i 6 mm riduce drasticamente l’iperpressione sull’area metatarsale interessata, con un immediata scomparsa del dolore da sovraccarico.

 

Cosa devo sapere se mi sottopongo ad intervento chirurgico?

La chirurgia del piede non dà risultati sempre certi, e non è una piccola chirurgia come molti pazienti pensano. E’ importante che sia effettuata da chirurghi con una esperienza specifica di chirurgia del piede.
Anche se le complicanze di questa chirurgia sono piuttosto rare, è possibile si verifichino dei problemi. Vediamo di riassumerli:

  • I sintomi continuano: La Metatarsalgia è un problema cronico, e non è sempre possibile risolverla del tutto. Soprattutto quando dura da molto tempo, può aver già prodotto un danno sui tessuti dell’area interessata a cui non si può rimediare del tutto.
  • Rigidità delle dita: Le dita operate quasi sempre vanno incontro ad una certa rigidità, che in alcuni casi può essere marcata. Ciò tuttavia non è un grande problema funzionale, e pochissimi pazienti se ne lamentano.
  • Recidiva della deformità delle dita: Nel correggere la deformità e migliorare i sintomi, si ristabilisce in genere un buon equilibrio funzionale a livello del dito operato. Ciò nonostante, in casi non frequenti, se l’equilibrio funzionale non è valido, col tempo si può verificare un recidiva della deformità.
  • Intorpidimento delle dita: Sebbene raro, è possibile che la sensibilità del dito possa essere ridotta dopo l’intervento, in quanto i piccoli nervi sensitivi sono molto vicini al punto di incisione dove si formerà poi la cicatrice chirurgica.
  • Metatarsalgia da trasferimento di carico: L’intervento sulle dita o sui metatarsi può alterare le modalità di carico dell’avampiede. Questo, talvolta, può provocare uno spostamento del dolore dall’area inizialmente dolente ad un’area adiacente, meno dolorosa prima dell’intervento.

 

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