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Le cellule staminali e il segreto di Jack Nicklaus

 

Le cellule staminali e il segreto di Jack Nicklaus

Posted by Raffaello Riccio in cellule staminali, lombalgia, medicina rigenerativa ortopedica 31 May 2018

(Dall’articolo della CNN Health del 27/04/2018)

Il 22 febbraio 2016 a Jupiter, in Florida, Jack Nicklaus parlava alla folla entusiasta dei suoi fans come ha fatto per cinquant’anni, ma nessuno di loro sapeva che solo quattro giorni prima Nicklaus si era sottoposto ad una terapia sperimentale con cellule staminali a Monaco, in Germania.

Per gran parte della sua carriera di giocatore di golf professionista, Nicklaus ha sofferto di un mal di schiena ingravescente, che descriveva con un valore di otto-nove su dieci sulla scala del dolore. Mentre la maggior parte dei golfisti vive con un mal di schiena di un certo grado, Nicklaus racconta che il suo è stato particolarmente debilitante. Nonostante tutti i tentativi di terapia provati (dalle infiltrazioni di cortisone fino ad un’operazione alla schiena), il dolore persisteva. All’epoca in cui volò a Monaco per sottoporsi a questo trattamento, Nicklaus era disposto a provare qualsiasi cosa, anche un trattamento non ancora del tutto validato scientificamente.

Chi non conosce Jack Nicklaus (soprattutto i giovani), può chiedere ai genitori o ai nonni. È una delle vere leggende sportive degli Stati Uniti. Con 120 vittorie ai tornei professionistici e 18 titoli di major championship, è stato uno delle 16 persone nella storia a ricevere insieme la Medaglia presidenziale della libertà e la Medaglia d’oro del Congresso per i suoi eccezionali meriti e risultati nello sport e nella filantropia.

Nicklaus racconta che nella sua carriera ha colpito circa 10 milioni di volte la pallina da golf con la sua mazza, ma quando leggerete del mal di schiena con cui ha convissuto, troverete sorprendente che la sua carriera sia mai esistita!.

Ancor prima di diventare un professionista, Nicklaus soffriva di un dolore alla schiena abbastanza grave da giustificare nove infiltrazioni di cortisone nella sua schiena (eseguite per iniettare farmaci antiinfiammatori nelle articolazioni tra le vertebre, ed alleviare l’infiammazione e il dolore). Aveva solo 19 anni all’epoca. Dato che questi trattamenti avevano un’efficacia solo per brevi periodi, Nicklaus ha giocato con un dolore importante alla schiena per buona parte della sua carriera. All’età di 64 anni, ha subito un’operazione di chirurgia vertebrale mini-invasiva per alleviare la pressione sulle sue radici nervose spinali, che gli ha dato un certo sollievo dal dolore per gran parte degli ultimi 14 anni, ma non abbastanza. Anche i colpi più semplici risultavano troppo dolorosi.

Era ad una festa di compleanno nel dicembre del 2015 quando Nicklaus incontrò per la prima volta il pioniere tedesco dei trattamenti con le cellule staminali Dr. Eckhard Alt. Incuriosito da ciò che Alt gli raccontava di questa terapia sperimentale, il 78enne Nicklaus tornò ad essere uno studente, leggendo su Eckhard, la sua clinica e le possibilità di trattamento con le cellule staminali. Nel giro di un paio di mesi Nicklaus si convinse che le cellule staminali adipose, presenti nel grasso addominale, potevano essere in grado di fornire un sollievo duraturo alla sua schiena sofferente.

Andando avanti al febbraio 2016, presso l’Isar Klinikum di Monaco, in Germania, Nicklaus viene preparato per la procedura. Dopo aver ricevuto un’anestesia locale e una sedazione leggera, viene sottoposto alla liposuzione sulla zona addominale per prelevare le cellule staminali, che provengono dai vasi sanguigni. Il grasso nel corpo umano è una ricca fonte di questi vasi sanguigni. Circa 100 grammi di grasso vengono estratti dal grasso addominale. Il grasso addominale viene quindi trattato per ottenere le cellule staminali pure in gran numero, senza modificare la natura delle cellule. Dopo un rapido controllo per la contaminazione, le cellule sono iniettate nella schiena di Nicklaus.

Nicklaus riceve 10 iniezioni su ciascun lato della parte bassa della schiena (zona lombare), e quattro nella colonna cervicale (nel collo). Racconta di non aver provato un sollievo immediato, ma dopo alcuni mesi il dolore che provava mentre giocava a golf era nettamente diminuito.

Il nome tecnico del problema che affligge Nicklaus è la “sindrome delle faccette articolari”, un problema di artrosi delle articolazioni tra vertebra e vertebra,  e Alt, ricercatore e chirurgo di cellule staminali, dichiarò di aver considerato tutte le opzioni per il famoso giocatore di golf. “Per quel dolore alla schiena non c’era altra opzione senza effetti collaterali o rischi: avrebbe potuto assumere quotidianamente farmaci anti-infiammatori con i noti effetti collaterali, o iniezioni periodiche di cortisone, ma questo avrebbe curato solo i suoi sintomi. Un’altra possibilità sarebbe stata quella di bloccare la parte della schiena sofferente con placche e viti per stabilizzarla; ma si trattava di una terapia con alti rischi di complicanze, da utilizzare solo in caso di fratture”. Alt racconta di aver consigliato a Nicklaus un trattamento con le cellule staminali come  il modo per curare il suo problema con il più basso rischio, “guarendo e rigenerando i tessuti e diminuendo l’infiammazione”.

Ad oggi sono pubblicati molti studi sull’utilizzo di cellule staminali derivate dal grasso: per l’artrosi del ginocchio, per l’artrosi del polso, per le lesioni della cuffia dei rotatori della spalla,  e per le patologie artrosiche della colonna vertebrale. Molte altri ne stanno arrivando.

Nicklaus sembra convinto: è in programma per il suo prossimo trattamento con cellule staminali a Monaco di Baviera nei prossimi giorni. L’obiettivo questa volta è la sua spalla destra.

Perché Nicklaus ha mantenuto il segreto su questo trattamento? “Non l’ho tenuto segreto, semplicemente nessuno me lo ha chiesto”, la sua risposta. Aggiungendo: “Non sono un medico, ma penso che le cellule staminali cambieranno … il futuro dell’ortopedia, totalmente”. Quest’anno si aspetta di giocare 20 – 25 round di golf.

Ma per quanto tempo vuole ancora giocare a golf? “Finché le mie cellule staminali me lo permetteranno … Il golf è un gioco  per la vita, ed io spero di giocare per tutta la vita”.

 

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